lunedì 30 giugno 2014

Le cose cambiano. Dicono.

Beh, buongiorno.
Le cose cambiano è il titolo del libro che ho letto in questi ultimi giorni. Seppure nel mio entusiastico ottimismo, mi verrebbe da aggiungere 'con esasperante lentezza'. Però cambiano, credo. Dicono.
Le cose cambiano è l'italica versione di It gets better, ripresa dalla casa editrice ISBN e dal Corriere della Sera. Si tratta di un progetto iniziato da questo tizio, Dan Savage, quando è venuto a sapere dell'ennesimo adolescente che si è suicidato in quanto gay. Cioè, che è stato spinto al suicidio in quanto gay, che non è che uno si ammazza quando realizza le proprie pulsioni, ma perché le proprie pulsioni sono bollate come scherzo della natura o laica eresia da espiantare. Adolescenti che muoiono perché, dopotutto, il mondo è ancora popolato da un numero soverchiante di imbecilli.
E dunque, c'è questo Dan Savage sconvolto dalla morte di un ragazzo che inizia a pensare a quando tanti anni prima era toccato a lui, confrontarsi con l'omofobia del mondo intorno, che quando la scuola è il tuo piccolo universo è veramente un'esperienza atroce. Però Dan è sopravvissuto al bullismo omofobico ed è contento di averlo fatto, perché dopo quegli anni tremendi le cose sono effettivamente cambiate, il mondo attorno a lui si è allargato e ha avuto la possibilità di essere una persona felice. Ed è quello che vorrebbe dire a tutti i giovani che accarezzano l'idea di farla finita, che la loro vita non si esaurisce negli squallidi anni del liceo, che devono tenere duro perché chissà cosa potrebbe succedere loro di meraviglioso, nel 'dopo'. E Dan, insieme al compagno Terry e all'amica Kelly, ha aperto un sito chiamato It gets better, in cui hanno caricato un video in cui parlava delle proprie esperienze ed esortava i giovani a stringere i denti, a cercare aiuto, a confidarsi. Poco dopo, sul sito è stato caricato un altro video, e poi altri ancora, superando quel traguardo di 100 video che si erano dati all'inizio. Perfino Obama ha caricato un video. E poi Dan e gli altri hanno deciso di pubblicare questo libro, i cui proventi sono interamente devoluti all'associazione Girls and Boys, promotrice del progetto.
In questo libro sono raccolte decine di esperienze raccontate da persone diverse, di ogni orientamento sessuale. Scrittori (Sedaris, Cunningham, Siti...) politici (Obama, Cameron, Clinton, Concia...) e personaggi dello spettacolo. Sparano fuori lo stesso messaggio di speranza, anche se alcune delle loro esperienze, santoddio.
Che poi, in questo post, vorrei metterci un po' del mio. Mi sembrerebbe strano non farlo, anche se da anni ho rinunciato a capire quale sia la mia sessualità, o se ne abbia poi una. Come facciano gli altri ad essere così certi di quello che vogliono e non vogliono, per me rimane davvero un mistero.
E dunque, non so, l'omofobia è una di quelle cose che proprio non riesco a concepire. Poi parlo bene io, in famiglia non è mai stato un tabù. Non ricordo un momento in cui non sapessi che il migliore amico di mio padre era gay, né di aver mai provato il minimo disagio nel trattare di questi argomenti. David Bowie, Freddy Mercury e Brian Molko erano gay, quindi boh, c'era da stare a discuterne? Quando in terza elementare ho detto a mia madre che forse mi piaceva la mia compagna di banco non ha nemmeno alzato lo sguardo dal piatto, mi ha detto solo di non stare in piedi sulla panca. Ho capito che al mondo l'omofobia esisteva sul serio quando la mia migliore amica dell'epoca ha reagito alla mia credo-cotta scrivendomi in un bigliettino che non mi avrebbe più parlato. Che andava bene un'amica yakuza (Sì, lo so. Lo so. Ma oh, ognuno ha le sue aspirazioni. Terza elementare. Capitemi.) ma lesbica proprio no. Fino ad allora mi sembrava una cosa così impossibile, che qualcuno potesse essere davvero disturbato dai gusti di un altro. Che potesse fregargliene qualcosa mi risultava assurdo. È stata una scoperta strana, come quando ho capito che, se Forza Italia vinceva le elezioni, SANTODDIO, c'era qualcuno che lo votava. E dire che nasciamo tutti con lo stesso numero di neuroni.
Quindi, mah. Non so quanto ci mettano le cose a cambiare. Sicuramente troppo. Specie quando, dopo che hai appena posato Le cose cambiano sul comodino e ti sei messa al computer, trovi la notizia di una nuova aggressione a Vladimir Luxuria e i commenti 'se l'è cercata'.
C'è gente scema. Tanta. Troppa. L'orrenda maggioranza, secondo il mio modesto parere. Come si fa a essere tanto imbecilli da pensare una cosa del genere ed essere comunque in grado di allacciarsi le scarpe? Misteri.
Però questo libro è gonfio di speranza, e merita di essere letto. Soprattutto se l'argomento vi mette a disagio, assolutamente se sospettate di un amico o di un conoscente che si tiene dentro qualcosa ma non sa come dirlo.
Se proprio dovessi chiudere il post con uno slancio di ottimismo, troverei giusto una cosa bella da dire. Cioè che, per quanto si possa essere socialmente imbarazzanti e bislacchi e confusi o sessualmente originali, degli amici si trovano sempre. Sempre. Che magari non cambierà il mondo intorno, però migliora il modo di viverci, e soprattutto l'immagine che uno ha di sè. Che non è poco.
(Poi io nel mio intimo posso anche pensare che le cose cambieranno quando all'Arci Gay si doteranno di spranghe chiodate, ma questo è solo un suggerimento. Metodo Leonard Pine. In terza elementare volevo diventare un boss della yakuza, si cambia fino a un certo punto.)



Sito di Le cose cambiano.

17 commenti:

  1. Le cose cambieranno vedrai, proviamo a pensare a come stavano le cose anche solo dieci anni fa.
    Certo, imbecilli ce ne saranno sempre, tu magari parli di omofobia io invece potrei parlare di quelli che fanno differenze in base alla provenienza Nord o Sud. Però si, sono sicuro che piano piano le cose cambieranno.
    Spero in meglio.

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    1. Vabé, mi son sentita dare più volte della terrona quando studiavo a Milano, e sono ligure xD
      Vero che le cose cambiano. Altrove, soprattutto.
      Pian piano >_>

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  2. Ciao, questo post mi ha colpito molto. Quello dell'omofobia è un problema che al momento sento molto, sia pure "di sponda" sia seguendo le vicende di cari amici, sia da prof. Non so se le cose stiano cambiando, se solo adesso mi sono avvicinata alla realtà della situazione, se è perché vivo in provincia, ma a volte mi sembra che le cose siano peggio che dieci anni fa.
    Ne parlavo giusto qualche tempo fa con mio marito. A entrambi è stato dato da leggere al liceo "Memorie di Adriano" e a suo tempo è parso a tutti che fosse assolutamente normale, sia che ci fosse stato dato da leggere, sia che il al buon Adriano piacessero i ragazzi. Adesso si è creato un putiferio per il testo dato in lettura nel liceo romano e la cosa ci ha un po' depresso.
    Qua in provincia credo che sia ancora dura. "Frocio" come insulto va per la maggiore, spesso colpendo ragazzi che gay non lo sono per niente, magari sono solo poco interessati allo sport. A quattordici anni questo genere di cose può essere devastante. Ricordo ancora con tristezza il caso di un ragazzino preso in giro perché veniva a scuola con un velo di mascara. Aveva legato solo con alcune delle ragazze della classe e alcuni colleghi commentarono che questo non era bene perché "frequentando ragazze sarebbe diventato ancora più effeminato" e poi "ma consigliare lo psicologo gli farà bene? Gli psicologi assecondano queste cose". Sembrava che ad alcuni non interessasse il fatto che non legasse con i compagni, che fosse preso in giro, l'importante era che smettesse di avere un comportamento considerato disturbante (per la cronaca, io neppure mi ero accorta che usasse il mascara, per me comportamenti disturbanti in classe sono altri). Quindi il mio ottimismo è limitato. Vedo una società dove vince ancora il non detto il "non creo problemi purché tu rimanga nell'ombra". Le cose cambiano, forse, ma lentamente.

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    1. Temo che il problema sia la fortissima difesa della propria ignoranza, come fosse un valore di cui non ci si vuole assolutamente fare privare. Peccato che non valga 'solo' per i ragazzi, ma talvolta pure per genitori e insegnanti. Vorrei che le cose fossero molto più semplici, che quale che sia il motivo, se bullizzi un altro studente vieni sospeso, punto. La scuola è dove ti devi presentare 6 giorni la settimana, sentircisi a disagio se non impauriti... cristo.
      Nel libro si parla delle Straight-Gay Alliances, delle associazioni studentesche anti-omofobia formate da etero e gay. Qui una cosa del genere sarebbe veramente impensabile, anche se mi pare una delle cose più belle che ho trovato in Le cose cambiano.
      Mah. Ottimismo freddino.

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    2. ... e però sai - sapete - che invece grazie a un'assemblea di istituto che abbiamo fatto ad Alba qualche mese fa è nata la prima gay-straight alliance (pure riconosciuta ufficialmente dal consiglio di istituto) al Liceo Govone di Alba? :)
      La loro pagina su FB è questa https://www.facebook.com/IncontroGovone e sul sito di Le cose cambiano c'è anche il loro video :)
      Cambiano pianissimo, le cose, sì: soprattutto quando le cose che dovrebbero cambiare sono così grandi. E, allo stesso tempo, cambiano velocissime.
      Perché è vero che "frocio" viene ancora usato come un insulto, senza pensare a chi puoi ferire, e però poi vai in una scuola e racconti il tuo coming out e i ragazzi sono curiosi, fanno mille domande, iniziano da subito a condividere i tuoi sogni e le tue speranze (tanto che alla fine sono loro a chiederti, ma non ti vuoi sposare? Ma non vuoi avere figli? Certo, dopo averti chiesto magari perché il matrimonio dovrebbe essere un diritto di tutti ed avere espresso i loro dubbi sull'omogenitorialità). Ma ascoltano, e capiscono. E secondo me è (anche) così che le cose cambiano.
      Ecco, non voglio dilungarmi troppo (sì, lo so, l'ho già fatto!) e però. Ecco, quando sentite venire meno l'ottimismo, fatemi un fischio: vi racconterò tutte le storie che vorrete :)

      Chiara

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    3. Ooh... che bella cosa ;___;
      Forse l'avevo pure visto, quel video.
      Ottimismo un po' più deciso, dai.

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  3. Le cose non cambiano mai dall'oggi al domani. Ci vuole tempo. Come in altri campi, si inizia educando i giovani; la gente scema, purtroppo rimarrà scema.

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    1. La gente scema rimane scema, però può anche essere resa inoffensiva. E... non so, in realtà non tutta la gente scema è intrinsecamente cattiva. C'è pure una larga parte che si comporta orrendamente per abitudine o pressione sociale, perché sembra più adeguato agire in una certa maniera.
      Mmmah. Sperem ò_ò

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  4. Brava Leggivendola, bel post!
    Penso che una cosa utilissima, per contrastare qualsiasi forma di intolleranza, sia parlarne.
    E sì, purtroppo la gente scema rimarrà tale: e forse è il caso di farlo notare, nel modo più intelligente ed elegante possibile. L'omertà e i tabù non aiutano nessuno, alimentano l'ignoranza: questo va insegnato ai giovani.

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    1. Aaargh avevo quasi finito di scrivere una risposta lunghissima e mi si è cancellata T__T
      Dicevo, grazie xD
      Vero che l'unica è parlarne. Quando ero alle medie avevano chiamato una psicologa-sessuologa a parlarci di genere e omosessualità e, figuriamoci, durante l'incontro qualche scintilla - debole, abitudinaria - di omofobia c'era stata. Dopo che i miei compagni hanno visto che c'ero rimasta male non hanno più detto nulla in proposito, hanno fino cercato di consolarmi xD
      Il fatto è che l'ambiente in cui viviamo è silenziosamente omofobico di per sè, e le persone poco sensibili neanche se ne accorgono. Però capita che quando qualcuno lo fa notare, boh, qualcosa cambi.
      ... però la mia classe delle medie era bella, non credo che sarebbe andata allo stesso modo altrove ò_ò

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  5. In realtà Brian Molko e David Bowie sono bisex, ma bel post comunque ;)

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  6. Non starò qui a cercare di partorire un post sensato sul disgusto che provo verso l'omofobia e gli omofobi. Perché, vedi, ci sono cose che mi fanno incazzare abbbestia, che mi montano dentro una rabbia pazzesca, di quella che mi farebbe impugnare una spranga per uccidere tutti: razzisti, omofobi, fascisti, nazi, bigotti uomini di chiesa. Sì, una bella botta con una spranga chiodata sui denti a gente come Giovanardi, così, senza preavviso. Quindi, posto che solitamente sono una non-violenta (e però Giovanardi se le cerca eh), non esprimerò la mia voglia di genocidio in questo post. Ti dico solo che io ti lovvo, e basta. Pure che fai parte della yakuza. E poi, oh, quante paranoie la gente. Ma che qualcuno va a casa loro a rompergli i maroni? La vita è solo una e nella maggior parte pure breve, perché impiegarla tutta a sparare cazzate? Non capisco. Si rilassassero (gli omofobi, dico) SANTODDIO. E niente, ti lascio così, con un cuoricino <3 Ps: quella tizia, alle elementari, non sa che persona speciale ha perso. Sciocca ragazzina.

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    1. Eh, pure io di norma sono pacifica e paciosa, ma ci sono quelle cose che mi buttano fuori il demonio. Con un tizio che ce l'aveva con un vecchio amico gay mi sono trasformata in... sai, lo stereotipo di quelle gang americane di neri che quando devono picchiarsi allargano le braccia, imprecano e urlano 'COME AT ME, BRO'? E poi schiumo di rabbia e balbetto e sbaglio i congiuntivi D:
      Anche se so che non è così che si dovrebbe reagire, ve' che bel lavoro King e Mandela senza colpire una mosca .__.' Però.
      (Comunque sarei stata una perfetta yakuza, meno male che all'epoca non sapevo che le donne non potevano entrarci, o ci sarei rimasta malissimo xD Che mocciosa inquietante.)
      Comunque <3 u_u

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  7. Sai, credo che anche per chi è certo della propria sessualità sia difficile spiegarne il perché. Per dire: io sono certa di essere eterosessuale. Perché? Gran bella domanda. Posso dire "perché mi sento attratta soltanto da persone dell'altro sesso", ma non saprei definire un motivo preciso del perché sia così.

    Comunque: non posso aggiungere granché a quel che hai già detto tu e che gli altri hanno aggiunto nei commenti, quindi mi limito ad annuire virtualmente. E chissà perché non ho difficoltà a immaginarti mini-boss della Yakuza :D

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    1. Invidio tanta sicurezza T_T'
      Non dici mini-boss per l'altezza, vero? ç_ç

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    2. Ma certo che no, soltanto per gli 8 anni che avevi allora <3

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