martedì 3 aprile 2012

Le 5 cose che non sopporto quando leggo un libro.

Buongiorno a tutti!
Questa sarà un'ottima giornata, per due ragioni.
  1. Da stamattina ho cominciato a mettermi la sveglia per evitare di alzarmi sempre troppo tardi e perdere così mezza giornata a brancolare per casa in pigiama e poco dopo le 8.30 ero già in piedi con la mia bella tazza di caffelatte in mano.
  2. L'aria è umida, il cielo è bianco e lattiginoso, si respira odore di pioggia e il tempo pare essersi addormentato. E questo è il mio clima ideale.
Quindi, sorrido.
Il tema di oggi è... beh, è stato rubato nottetempo da Bookshelf – La Libreria di Nicky – previo consenso della stessa (gentilissima xD) in quanto l'ho trovato davvero carino. Ella stessa ha riadattato il tema che aveva incontrato nel video di una Youtuber che qui linko, visto che dopotutto è partito da lei e mi sembra doveroso citarla.
Quali sono le cinque cose che proprio non si riescono a sopportare in un libro? Quelle pecche che fanno rabbrividire e insultare, mentalmente o meno, scrittore o casa editrice o chiunque l'abbia sventuratamente messo al mondo?
Ecco, io vado a elencare i miei. Voi, se vi va, fate lo stesso :)
  1. La non plausibilità di un salvataggio. È una cosa che ripeto spesso: se non vuoi che quel personaggio muoia, non metterlo in una situazione dalla quale non può uscire in modo credibile. Non farlo, perché io smetto di crederti, la fiducia lettore-scrittore s'interrompe e io comincio a irriderti. Mi irrita molto, mi fa sentire presa in giro come lettrice. Cioè, per chi mi hai presa? Pensi che una scappatoia così fragile possa convincermi? Davvero, mi rovina un libro senza appello.
  2. Una traduzione scadente. E qui effettivamente la colpa non è dello scrittore, quando dell'editor, del traduttore e, diciamo, di chiunque faccia parte del processo di adattamento dell'opera. Soprattutto, mi fanno scoppiare a ridere quando i giochi di parole o i modi di dire vengono tradotti letteralmente. Tipo il 'Abbiamo una situazione' di Dexter, che considero emblematico.
  3. Personaggi macchietta, senza spessore, usati solo per far procedere la trama. Io li odio. Ogni personaggio, per quanto marginale, dovrebbe avere una sua dignità, un proprio scopo, un perché che non sia solo quello della storia. Un personaggio dovrebbe aggiungere qualcosa alla trama, non essere usato come un mero rattoppo per un buco che non si sapeva come riempire. Io esigo caratterizzazioni almeno decenti, che siano comprensibili e in linea con il percorso del personaggio stesso. Sennò, se non hai voglia di lavorare ai tuoi personaggi, ti sceglievi un altro lavoro.
  4. Le ripetizioni ossessive non necessarie. Mi parli di qualcosa. Mi chiarisci il concetto. Ti assicuri che io abbia tutti gli elementi per capire quella cosa e per tenerla a mente. Ora basta. Piantala di ripetermela, mi hai presa per demente? O vuoi solo allungare la zuppa perché altrimenti il volume viene troppo corto? Non so, o aggiungi nuovi elementi o te ne stai zitto, non puoi continuare a ripetere qualcosa per farmela capire e il fatto che tu lo stia facendo significa che non sei un bravo scrittore. Se tu vuoi che io capisca qualcosa, tanto per cominciare non me la devi spiattellare davanti, ma farmela subodorare. Devi fare succedere qualcosa, puntare l'attenzione sulla reazione che questa cosa provoca, fare succedere qualcos'altro... altrimenti è come se stessimo giocando a nascondino e tu mi urlassi ossessivamente i nascondigli di tutti i giocatori. Non è così che si fa, stai solo rovinando il gioco a tutti. Stai zitto e lasciameli cercare.
  5. La scopiazzatura. Il plagio. La ruberia. E qui so che qualcuno smetterà di seguire questo blog, perché la serie che ho in mente e che secondo me non è altro che una ladrata malfatta è una serie di successo più che discreto, della quale leggo recensioni entusiastiche per l'Internet e della quale ho letto solo i primi due volumi. Mi riferisco al Ciclo di Sookie Stackhouse di Charlain Harris. Ora, io non critico mai senza dare spiegazioni, quindi mi appresto a chiarirmi immediatamente. Vi ricordate la Sookie del primo volume? Alta. Bionda. Timida. Gentile. Un po' tonta, imbranata. Esattamente il contrario di Anita Blake, che è bassa, bruna e stronza. Quindi, già dal primo volume – che ho trovato una lettura simpatica, non proprio un granché, ma visto che me lo prestavano... - avevo già intuito che la Harris stava tentando di distinguere la sua eroina circondata dai vampiri da quella della Hamilton, rendendola il suo opposto sotto ogni punto di vista, sia per l'aspetto che per il carattere. E io, diciamo, ho apprezzato la cosa. Anche perché, nonostante non mi fosse piaciuto molto il primo volume, ho pensato che sarebbe migliorato col tempo e che, dopotutto, un paio d'intuizioni non erano male.
    Poi, secondo volume. E il carattere di Sookie, senza alcun avvenimento a spiegarlo o almeno a legittimarlo, si trasforma radicalmente. Diventa volgare, sboccata, sicura di sé, battute spaccone e quant'altro. Chi vi ricorda? Se non avete letto la saga di Anita, ve lo dico io. È Anita. Quindi, per quanto mi riguarda, la serie di Sookie Stackhouse è una ricalcatura malriuscita della saga di Laurell K. Hamilton. E questo mi disgusta.
    (Mi dicono che la serie televisiva è millemila volte meglio, ma io non la riesco a guardare da quanto mi irrita.)
Quindi, ho finito la mia lista e sto qui, in attesa della vostra. Spero di non aver offeso nessuno con l'ultimo punto, ma specifico che le mie opinioni sono... beh, le mie opinioni. Non pretendo di avere in tasca la verità assoluta su nulla, perciò... beh, buona giornata a voi :)
E già che ci sono posto una canzone di uno dei miei gruppi preferiti, i Musica per Bambini, i cui live mi mancano ormai come l'aria.


19 commenti:

  1. Non ho mai fatto troppa attenzione a elementi specifici che mi diano fastidio durante una lettura, in generale vado più a pelle, apprezzando o meno l'atmosfera generale. Ora che mi ci hai fatto pensare però potrei approfondire la cosa, è una bella idea.
    I tuoi cinque punti sono decisamente condivisibili, in particolare gli errori palesi di traduzione, per cui non so se ridere o piangere (anche nei film): quando salta fuori un'espressione del tutto assurda, chiaramente resa parola per parola da un modo di dire inglese, sbatterei la testa contro il muro!

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  2. Mitica! Non vedevo l'ora di leggere i tuoi 5 punti :-)

    I salvataggi assurdi sono deleteri. Quelli poi dell'ultimo secondo quando entra in scena il "Deus ex machina" di turno che arriva proprio nel momento giusto li trovo irritanti, perché veramente poco realistici.
    Con i traduttori poi ho un pessimo rapporto ultimamente, ti dico solo che mi è toccato leggere "Vittorio Frankenstein" O.o Allucinante.

    Condivido tutti i punti! :-) Soprattutto il 4.

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  3. oggesù le ripetizioni. che odio! io divento pazza quando dicono la stessa cosa mille volte. che poi magari è una minchiata di un banale vergognoso e se la tirano per trenta pagine. molti libri li ridurrei a brochure da albergo.

    ma in generale non sopporto i libri scritti tanto per vendere. quelle storie del cazzo che sembrano fanfiction il cui unico scopo è esaltare la figaggine di uno o più personaggi. situazioni assurde. dialoghi infiniti e insignificanti.
    insomma, buona parte del prodotto libresco attuale mi fa girare le palle fin dalla copertina.

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  4. Bella top five... quasi quasi te la rubo e ci faccio un post pure io... :D

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  5. Vorrei spezzare una lancia a favore dei traduttori. Premesso che frequentemente si leggono traduzioni brutte, vorrei però far notare che molti traduttori sono pagati poco e non hanno tanto tempo a disposizione. Spesso, inoltre, i revisori (coloro che dovrebbero rileggere le traduzioni) a loro volta hanno poco tempo, e in alcune case editrici proprio non esistono più. Ovviamente questo non giustifica certe traduzioni agghiaccianti, eh, volevo solo dire che la colpa non è sempre tutta di chi traduce.
    Si potrebbe poi fare un discorso pure sul testo originale: in inglese, per esempio, è abbastanza normale usare un lessico molto meno vario di quello italiano e ripetere le medesime espressioni ogni dieci righe (provate a leggere Twilight in lingua originale e mi direte). Il traduttore può cercare di migliorare il testo, ma in questo caso più che una traduzione è un adattamento. Niente di male, ma sono cose diverse.

    Ilaria

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  6. Splendida idea se potrò la riproporrò anch'io, appena possibile :)
    Io detesto le "smielature" in romanzi che dovrebbero raccontare ben altro ... se avessi voluto una un'intrigata situazione sentimentale avviluppata in dolci effusioni d'amore mi sarei "gettata" sul romance!Logico vero? Se compero un fantasy voglio fantasy! Se compero un libro storico forse cerco una trama incentrata sulla storia! Detesto anche i luoghi comuni, la trama trita e ritrita con il solito tema, (ma un po' di originalità fa male alla salute?), il finale scontato e i seguiti, cioè quelle saghe interminabili che dividono un libricino iniziale di quaranta pagine in un enciclopedia! Per favore! I seguiti, i dopo, lasciamoli ai grandi!

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    1. Ah! Detesto anche non aver riletto il mio messaggio e aver scritto intrigata invece di intricata e un enciclopedia invece di un'enciclopedia... ma è la vita! :)

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  7. Uhm... guarda, Ilaria, studiando io stessa lingue non posso che distinguere tra errori imputabili ad una mala-traduzione o ad una revisione scadente o del tutto assente. Ovvio che il traduttore - specie se ha poco tempo - non è tenuto a stare a cavillare sulla forma, ma alcuni errori sono sintomo di pura e semplice ignoranza. C'è anche da dire che i libri sono relativamente poco colpiti da questo problema, che io vedo soprattutto presente in film o in serie tv. Ad esempio, in una puntata de 'Willy Il principe di Bel-Air', Carlton e l'altro amico litigavano su quale fosse L'UOMO MIGLIORE di Willy. Ora, se tu traduttore non sai che 'best man' vuol dire 'testimone di nozze', sei scadente, a prescindere dal tempo che ti è stato dato. Oppure in un film di Harry Potter - mi sembra il sesto - Piton dice, riferendosi a Voldemort, 'Non posso cambiare la sua mente', quando 'I can't change his mind' si traduce con 'Non posso fargli cambiare idea'. Non si tratta di linguaggio tecniche, sono cose che si devono sapere. Poi certo, a volte ci sono sviste dovute alla fretta o al fatto che il traduttore pensa che il testo sarà revisionato, ma sono di tutt'altro conto.
    Non voglio polemicheggiare, eh, voglio solo chiarificare il mio punto di vista xD

    @Claclina: sono d'accordo, i vari 'approfittiamo del trend e vendiamo spazzatura sgrammaticata' mi ripugnano assai -__-

    @Narratore: guarda, ruberesti ad una ladra xD prego, prego!

    @Nicky: oddio, io distinguerei tra 'voglio che ci sia della suspence, quindi il tizio arriverà solo all'ultimo momento' e 'non so come cacchio risolvere questa situazione, facciamo che tizio passava di lì e...' xD

    @Automaticjoy: ma il nick si rifà a Coin-Operated Boy delle Dresden Dolls? xD
    Io di solito - un po' per allenarmi e un po' perché l'adattamento italiano è ormai spazzatura... - guardo quasi tutto in lingua originale coi sottotitoli... in alcune serie sembra che non abbiano neanche ascoltato i dialoghi, li riportano a caso basandosi sulle immagini O_o Poi da quando ho sentito Robert Baratheon dire che 'si diletta' al posto di 'fottere', guarda, mi son definitivamente cascate le metaforiche palle >_>

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    1. Sì, sei la prima che individua l'origine del nick! ;) Mi piaceva la canzone, mi piaceva come suonavano le parole, e me ne sono appropriata.

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    2. Anch'io ho studiato Lingue, so di cosa parlo ;-) L'ignoranza c'è di sicuro, ma il problema è anche che spesso manca qualcuno che rilegga quello che il traduttore ha scritto. Inoltre, bisognerebbe chiedersi in base a quali meccanismi le case editrici facciano lavorare dei traduttori ignoranti. Però, come dicevi, mi sembra che accada di più con i film e le serie che con i libri. Il mio consiglio, se possibile, è di leggere in lingua originale che non fa mai male. Poi in molti paesi il doppiaggio dei film è quasi inesistente, al limite ci sono i sottotitoli.. forse in Italia siamo un po' schiavi della poca conoscenza delle lingue straniere.

      Ilaria

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  8. Sono tutte cose che danno fastidio anche a me, forse a tutti, magari in misura differente. Per esempio, io non disprezzo il deus ex machina in assoluto, ma dipende da come l'autore riesce a camuffarlo, e dal contesto generale della storia. E così anche per gli altri punti, suppongo.

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  9. hai assolutamente, perfettamente ragione, sono tutte cose che imbestialiscono anche me, per non parlare dei verbi, mamma mia i verbi come odio quando li sbagliano o, chissà per quale motivo, passano tutto al presente o, anche peggio, li coniugano alla caspita. Ma una sana scuola elementare non l'ha frequentata nessuno?
    Che poi traduttore e revisore (non parliamo del proto, per carità)... ma c'è ancora un revisore? Ho letto certe schifezze in alcuni libri che ne ho il forte, fortissimo, incontenibile dubbio =(

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  10. 1) Le descrizioni troppo prolisse, che mi distolgono dalla storia e mi annoiano a morte.
    2) Far intuire subito che piega prenderà la storia: a me piace la sorpresa
    3) Far morire il personaggio che più amo, non si faaa!!! :P
    4) Inserire una marea di personaggi, magari anche nominati solo per soprannomi. e creare una confusione che neanche il big bang...(caso capitato con Ultima estate d'innocenza, ho dovuto chiedere delucidazioni via mail all'autore, che è stato gentilissimo e mi ha spiegato tutto)
    5) Pagine bianche o ripetute (capitato anche questo :P) Immagina di stare nel vivo della storia e ritrovare poi pagine già lette per un errore di stampa, per fortuna mi hanno cambiato il libro senza problemi ed ho potuto terminare un bel romanzo I segrete del cuore

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  11. @Automaticjoy: è tutto il giorno che la canticchio, me l'hai riportata in mente xD

    @Salomon: beh, sta tutto all'abilità dell'autore... quando è smaccatissimo però dà troppo fastidio >_>'

    @Mauser: ah, proprio non lo so... non so neanche se la presenza del revisore dipenda dalla casa editrice o da quanto questa voglia investire in una certa pubblicazione .__. mah...

    @Ilaria: non volevo assolutamente presumere che tu non ne capissi di traduzione, sia chiaro :) anche se ammetto che potevo esprimermi meglio >_>' volevo giusto specificare che, dovendo anch'io barcamenarmi tra testi vari durante esercitazioni ed esami, non ce l'ho col traduttore che magari, sfruttato e sfinito, si lascia sfuggire un 'annoiare' al verbo 'annoy', sono errori di distrazione che possono capitare... ce l'ho invece con quelli che non conoscono che l'essenziale della lingua dalla quale traducono.
    Ammetto che preferisco leggere le opere tradotte, però. E' uno dei miei limiti. Cioè, riesco a leggere anche in originale senza problemi, anche senza ricorrere al dizionario... però le prime pagine, quelle in cui il mio cervello deve ancora ingranare, mi si perdono un po' e mi spiace...

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  12. Condivido pienamente i tuoi 5 motivi! Bellissimo il primo, hai proprio ragione! :) A me danno molto fastidio anche certe impaginature (per esempio scrittura troppo piccola) e le descrizioni troppo lunghe quando non servono.
    Sempre molto interessanti i tuoi post!
    Quando vuoi vienimi a trovare, mi fa sempre molto piacere!

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  13. Dal momento che di solito leggo saggistica, testi autobiografici o biografici, mi è piuttosto difficile incappare nel "salvataggio incredibile" e in altri punti che tu elenchi, ma sottoscrivo in pieno il secondo punto: una traduzione scadente e approssimativa mi demolisce anche il miglior libro del mondo!
    Per quanto riguarda il plagio, ti è per caso capitato di leggere La Scrittrice Criminale? E' un libricino piccolo piccolo, si legge tutto d'un fiato, c'entra con il plagio e… te lo consiglio! ;-)

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  14. Condivido pienamente il numero 2. Una traduzione scadente o macchinosa è davvero irritante. Quando si riscontrano dei PALESI errori e li si nota anche se non si ha una conoscenza ottimale dell'inglese, poi, è ancora più snervante. Mi è successo con un libro edito dalla Tea e ho contattato la casa editrice la quale, ovviamente, non mi s'è filata di striscio.
    Ma nel tuo elenco (del quale condivido anche il numero 4) non noto una cosa che, invece, merita la sua menzione: i personaggi femminili stupidi. Tre quarti delle volte, infatti, la ragazza protagonista (o anche non protagonista) è idiota, agisce in modo idiota, parla in modo idiota e si crede (e la credono soprattutto) una bella persona. E tu invece stai lì, che sospiri mentre leggi e vorresti picchiarla così forte da lasciarla esanime su un marciapiede. Ok, magari ho un po' esagerato con la violenza. xD

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    1. Mi rispondo da sola perché leggo adesso il commento di Ilaria. So come lavorano i traduttori e mi dispiaccio per loro, come per chi non fa il traduttore ma il muratore, l'idrauilico, il centralinista, il postino e così via e viene comunque sfruttato e pagato poco. Ma spesso, come dice la nostra Leggivendola, l'errore è davvero imputabile ad ignoranza e non solo a distrazione. Perché se lo stesso errore me lo fai per un libro intero non è stata colpa della distrazione, è che proprio sei un po' ignorante.

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  15. @Laura: A me dà una noia abissale quando l'impaginazione è troppo 'larga'... quando le parole si vanno a perdere al centro del libro e devi slabrarlo per poterle leggere...

    @Viviana: Ed ecco che la mia lista si allunga di nuovo! Grazie per il consiglio xD

    @Nereia: Hai così tanto ragione che mi verrebbe da riscrivere il post. Niente di più vero. Io ho deciso di epurarmi dai libri che presentano 'sti fantastici personaggioni femminili, li scanso come la morte... Datemi personaggi femminili ben fatti e io mi pianterò un dardo nel cuore in vostro nome, cribbio.
    Nonono, esagerato con la violenza? Manco per sogno. Fai, fai pure ù_ù Insisti. Infierisci. Infilza.

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